Allora vediamo di procedere con ordine e cercare di fare un po' di chiarezza.

Denominazione vino VDT

La sigla  VDT è l'acronimo di vino da tavola ovvero indica tutti quei vini che non vogliono sottostare  ad un disciplinare di produzione.
Questi prodotti  così identificati  riportano  sull'etichetta la sola indicazione "Vino da tavola",  il nome o la ragione sociale dell'imbottigliatore.
Diciture  obbligatorie  sono   l'indicazione del colore (Bianco, Rosato, Rosso), non sono   obbligatori da dichiarare   il vitigno o i vitigni utilizzati e  nemmeno l'anno di produzione.
È vero anche che VDT  non è  sinonimo di scarsa qualità, talvolta indica solo il non rientrare  in  alcun disciplinare di produzione.

Detto questo, è quindi possibile trovare vini da tavola di grande qualità e prestigio?

La risposta è si, basti pensare che alcuni grandi vini italiani tra cui il famoso BOLGHERI SASSICAIA fino al 1984 rientrava in questa categoria di vini.
Molti  produttori, preferiscono utilizzare  tale indicazione per  poter creare dei veri e propri  esperimenti enologici  che altrimenti, da disciplinare, non sarebbero attuabili.

Denominazione vino IGT

La sigla IGT, qualifica quei vini da tavola che vengono prodotti in determinate regioni o aree geografiche secondo un generico disciplinare e significa "INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA"
I vini contraddistinti da questa sigla, a differenza dei normali vini da tavola, possono in etichetta, riportare ad  un generico disciplinare di produzione oltre che l’indicazione del o dei vitigni e l’annata di raccolta.
Inserire un vino tra i "Vini da tavola" o tra gli "IGT" è prevalentemente una scelta commerciale oppure, per la stessa natura del vino, di non rientrare  nei più restrittivi disciplinari delle DOC e DOCG.

Denominazione vino DOC

Con la sigla DOC, si  indica un vino a "Denominazione di Origine Controllata", è un marchio di origine che identifica la zona di raccolta delle uve utilizzate per la produzione del vino che riporta in etichetta questa informazione.
DOC, si utilizza per identificare un prodotto di qualità con caratteristiche riconducibili ad una determinata area di produzione con  fattori ambientali e di realizzazione del prodotto stesso.
I vini DOC, prima  di essere messi in commercio, vengono sottoposti, in fase di lavorazione, ad analisi chimico-fisica ed organolettica che comprovi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare di produzione.


Denominazione vino DOCG

Con la sigla DOCG, si indica un prodotto di "Denominazione di Origine Controllata e Garantita".
La DOCG comprende  vini prodotti in specifiche zone geografiche nel rispetto di un severo disciplinare di produzione approvato da Decreto Ministeriale.
L’attribuzione di DOCG è riservata ai vini già riconosciuti come denominazione di origine controllata (DOC) da almeno cinque anni, i quali, ritenuti di particolare pregio in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati.
I vini DOCG, prima di essere messi in commercio, così come i vini DOC devono essere sottoposti, in fase di produzione, ad analisi chimico-fisica ed organolettica che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare.    

Denominazione vino VQPRD

Con la sigla VQPRD si vuol evidenziare la qualità di vini prodotti in regione determinata. Se nell’etichetta di vini e DOCG, viene indicata anche la sottozona di produzione, il vino viene classificato come VQPRD (Vino di Qualità Prodotto in Regione Determinata).
Esempio:  Barolo docg Brunate Le Coste di Rinaldi Giuseppe az. Agricola

ALTRE MENZIONI CHE POSSIAMO TROVARE IN ETICHETTA SONO:

Classico: Per i vini prodotti nel territorio di origine più antico.

Riserva: Per i vini sottoposti a invecchiamento.

Superiore: per i vini  con caratteristiche di grado alcolico e invecchiamento superiori rispetto agli standard della DOC/DOCG di appartenenza.