Un buon sistema è acquistare un tappo per chiusura ermetica, facile da reperire e non molto dispendioso.

In assenza di questo strumento è consigliato adattare il tappo rimosso all’atto dell’apertura, ben si adattano quelli in resina, più difficile con quelli di sughero.

Il top nell’ambito sarebbe dotarsi di una pompetta

L’unico metodo efficace è quello di dotarsi di una “pompetta salvavino” come questa:


Questo utensile ha la funzione di aspirare tutta l’aria dalla bottiglia mezza vuota eliminando l’ossigeno e limitando l’ossidazione e il conseguente deperimento del vino rimasto; attenzione però, l’effetto sottovuoto dura al massimo due giorni.
Una volta azionata la pompetta, si toglie e rimane solo il tappo universale in dotazione che chiuderà per effetto depressivo la bottiglia.
Attenzione però, se utilizzassimo l’aspirazione per i vini con bollicine certamente finiremo per “ammazzarli”, ecco perché l’utensile è dotato di un selettore che da la possibilità anche di creare una “sovrapressione” all’interno della bottiglia facendo in modo che l’anidride carbonica, responsabile dell’effervescenza, permanga nella bottiglia.


Ogni vino è diverso per cui vi elenchiamo qualche consiglio ad hoc per il prodotto che intendete conservare:

Vini bianchi
I vini bianchi sono molto delicati; vanno conservati in frigo ed al massimo per 3 giorni, lontani da fonti di calore e da altri odori presenti in frigo. Il massimo sarebbe conservarli in una cantinetta refrigerata.

Vini rossi e da dessert
I rossi e da dessert sono più resistenti dei bianchi, conservare in un luogo buio e se siamo d’inverno non è necessario l’utilizzo del frigo.

Per tutte le tipologie restano comunque validi i consigli riportati ad inizio articolo.
Non siete riusciti a conservare il vino? Beh allora vediamo come riciclare il vino avanzato