Il Chianti Classico è una regione vitivinicola, situata nella Toscana centrale. che si estende all’interno di soli nove comuni tra la provincia di Firenze (quattro comuni) e quella di Siena (i rimanenti cinque). Lamole, nonostante sia una frazione di Greve in Chianti in provincia di Firenze, è ritenuta parte integrante del territorio della senese Radda in Chianti. La caratteristica di questo territorio è l’altitudine dei vigneti, alcuni dei quali superano i 650 metri di altezza, soglia limite per la coltivazione del Sangiovese.

Lamole deriva dal latino “lamulae”, le lame di terra che intersecano il “macigno chiantigiano”, isola pietrosa in mezzo alla grande estensione di argilla del territorio, dove le arenarie dell’Appennino incontrano rocce come il galestro a blocchi o frantumato in lamelle. O altre come l’alberese composto da calcare bianco compatto, ricco di ferro e manganese. Con queste caratteristiche del terreno, la vite è indotta a cercare l’acqua in profondità, arricchendosi in tal modo di minerali. Il territorio si caratterizza per le cosiddette terrazze di Lamole, realizzate con muretti a secco costruiti per secoli con le pietre del posto. Le terrazze hanno un ruolo fondamentale per la viticultura. Oltre a rendere coltivabili terreni in forte pendenza, contenendo tra l’altro l’erosione del terreno, consentono la riflessione della luce diurna in modo da stimolare la fotosintesi della vite e da mantenere il calore che la notte rende.

Qui è situata l’Azienda vitivinicola Lamole di Lamole, che dal 1993 fa parte del Gruppo Santa Margherita, con una superficie di 173 ettari di cui 57 vitati. L’Azienda ha recentemente ultimato il processo di conversione all’agricoltura biologica, iniziato una ventina d’anni fa. A tal proposito sono stati eliminati i prodotti di sintesi a beneficio di nuove pratiche per permettono l’inerbimento, l’utilizzo di compostaggi naturali e il riuso di materie prime come i tralci frantumati insieme alle vinacce, nuovi fertilizzanti per il terreno. Persino l’uso di rame e zolfo è particolarmente limitato, sebbene sia permesso nella viticultura biologica.

Il Vigneto di Campolungo si estende per una decina di ettari ed è situato ad un’altitudine compresa tra i 420 e i 576 metri sul livello del mare. Piantato tra il 1982 e il 2009 sul “macigno” e in parte terrazzato, è un vero e proprio cru aziendale allevato soprattutto a cordone speronato. Esposto a sudovest, il vigneto ha una densità d’impianto compresa tra i 3300 e i 5200 ceppi per ettaro. Da qui provengono le uve migliori con cui sono stati prodotti i Chianti Classico Gran Selezione degustati insieme alla Riserva 2009, prodotto quando il disciplinare della Gran Selezione non esisteva.

Dopo un’accurata selezione, le uve sono sottoposte a diraspatura e dalla vendemmia 2015 ad un selettore ottico degli acini. Dopo una pressatura soffice, il mosto fermenta in botti troncoconiche da 50 ettolitri con macerazione sulle bucce per circa due settimane. Segue un periodo di maturazione in botti di rovere da 30 e da 50 ettolitri, con una piccola parte ella massa affinata in barrique. Nel tempo la parte del vino che matura in barrique si è via via ridotta, con le ultime annate integralmente elevate in botte. La Gran Selezione prevede un passaggio in legno superiore alla Riserva, anche se, considerando la sosta in bottiglia del vino, il periodo di maturazione complessivo è molto simile tra le due tipologie.

Vediamo com’è andata la degustazione

Chianti Classico Vigneto di Campolungo Gran Selezione 2021 (Sangiovese in purezza)

Il 2021 è stata un’annata calda con andamento altalenante. Al freddo invernale che ha ritardato il germogliamento, sono seguite precipitazioni primaverili che hanno determinato una fioritura a giugno inoltrato ed una caldissima estate, con quasi assenza di piogge. Da fine agosto la situazione è migliorata per l’arrivo di piogge e l’abbassamento delle temperature che hanno consentito ai grappoli di terminare lentamente, tra la seconda metà di settembre e la terza settimana di ottobre, una maturazione fenolica e aromatica, oltre che tecnologica, ai limiti della perfezione.

Di colore rosso rubino concentrato, al naso è un vino ancora piuttosto chiuso che si caratterizza per le note di violetta e di frutti di bosco, seguite da sentori di spezie scure, caffè e tabacco con una lunga chiusura fruttata. Al palato dimostra tutta la sua potenza, con una veemente freschezza che fa salivare e tannini fittissimi, segno di gioventù. Finale molto lungo con retrolfatto di erbe aromatiche.

Chianti Classico Vigneto di Campolungo Gran Selezione 2017 (Sangiovese in purezza)

Annata caldissima, con una generalizzata scarsità di precipitazioni durante tutto l’anno. Ad una primavera tutto sommato mite è seguita una torrida estate che ha accelerato la maturazione delle uve. Un settembre più favorevole ha consentito la vendemmia tra fine settembre ed inizio ottobre con una qualità delle uve nel complesso soddisfacente.

Il vino si presenta con un colore rubino con bagliori granato. All’olfatto emergono sentori di frutti a bacca rossa in confettura, note di spezie dolci, cenni di tabacco, sottobosco e grafite con chiusura di canfora. In bocca colpisce per l’equilibrio, con un tannino che asciuga appena bilanciato da una bella morbidezza glicerica ed una acidità contenuta ma tutto sommato presente, dovuta probabilmente all’agricoltura biologica nonostante l’andamento termico del millesimo. Chiude su una scia ancora fruttata.

Chianti Classico Vigneto di Campolungo Gran Selezione 2013 (Sangiovese 90%, Cabernet Sauvignon 10%)

L’andamento climatico del 2013 è stato caratterizzato un inverno ed una primavera molto freddi che hanno comportato un ritardo nelle fasi fenologiche dell’uva. L’estate è stata asciutta, con buone escursioni termiche che hanno favorito lo sviluppo degli aromi. La vendemmia ha avuto luogo prevalentemente nel mese di ottobre.

Il vino mostra nel calice un colore rubino con unghia scarica, al naso il profilo è ancora prevalentemente fruttato, con sentori di marasca, confettura di frutti di bosco, quindi vaniglia e liquirizia nel finale. In bocca ha un profilo ancora giovane nonostante i 12 anni del campione, con la freschezza in evidenza. Finale lungo su toni speziati.

Chianti Classico Vigneto di Campolungo Riserva 2009 (Sangiovese 85%, Cabernet Sauvignon 15%)

Millesimo caldo, con primavera mite ed estate siccitosa, con conseguente rapida maturazione anche se il fenomeno è stato mitigato dall’altitudine del vigneto. Raccolta delle uve da fine settembre ad ottobre inoltrato. Come detto, il vino prodotto è classificato come Riserva, essendo disponibile il disciplinare della Gran Selezione soltanto a partire dalla vendemmia 2010.

Colore rosso rubino con sfumature granato. All’olfatto il vino presenta sentori di confettura di more e mirtilli, seguiti da liquirizia, cuoio e tabacco con una lunga chiusura minerale. Al sorso il vino presenta con un’acidità ancora molto ben presente bilanciata da una grande morbidezza, dovuta al tempo trascorso, con tannini finalmente levigati. Vino persistente con ritorni retrolfattivi balsamici.

Bellissima verticale in cui abbiamo degustato vini frutto di annate generalmente molto calde, tranne la 2013, in cui i contributi dell’altitudine del vigneto e dell’agricoltura biologica sono stati determinanti per la qualità del prodotto. La freschezza si è mantenuta anche nei campioni meno giovani e ognuno dei vini degustati ha dimostrato caratteristiche distintive, anche mantenendo la comune matrice. Vino da accostare a piatti di cacciagione della cucina toscana.