Il microclima della zona è temperato e freddo. L’inverno è rigido, con temperature medie di 5°C circa e buone precipitazioni di carattere nevoso che permettono l’accumulo di riserve idriche nel terreno. Tuttavia l’estate è calda e secca con temperature medie di rilievo, intorno ai 26°C. Clima che nel complesso esalta le caratteristiche del Nebbiolo con cui si fanno i Barolo Cavallotto, uva che ha un lunghissimo periodo vegetativo, con germogliamento ad aprile e il raggiungimento della perfetta maturazione e quindi vendemmia ad ottobre inoltrato.
Uve che la famiglia Cavallotto coltiva seguendo protocolli agronomici innovativi, oltre che i dettami dell’agricoltura biologica. Così l’elevato numero di viti per ettaro, il diradamento dei grappoli, le pochissime gemme per pianta, il defogliamento, permettono a ogni vite di nutrire i propri frutti e di esporli maggiormente ai raggi solari, con la produzione di uve di livello qualitativo superiore. Ma oltre a ciò, da oltre quarant’anni viene condotto un inerbimento totale controllato senza l’uso di erbicidi, oltre che una lotta biologica integrata dei parassiti, senza alcun uso di sostanze chimiche di sintesi.
Dopo la diraspatura delle uve, in cantina viene eseguita una fermentazione a temperatura controllata a non più di 29°C. La macerazione avviene a cappello semi-sommerso con follature in vasche orizzontali per 20-35 giorni secondo l’annata.
Abbiamo degustato le nuove annate dei tre Barolo prodotti in azienda: il Barolo Bricco Boschis 2012 e le due Riserve, il Bricco Boschis Vigna di San Giuseppe Riserva 2010 e il Vignolo Riserva 2010. Secondo l’andamento climatico, il 2010 si è caratterizzato per un inverno rigido e prolungato e da un inizio d’estate contraddistinto da abbondanti precipitazioni, con il successivo recupero e il raggiungimento della pienezza nei valori fenolici e degli zuccheri delle uve. Anche il 2012 ha visto un inverno lungo seguita poi da un’estate in cui si sono registrate temperature elevatissime. È stata un’annata grande e mediamente più calda, con grandi escursioni termiche autunnali.
Vediamo com’è andata la degustazione.
Barolo Bricco Boschis 2012
Il Barolo Bricco Boschis è prodotto con il Nebbiolo proveniente dalle tre vigne che formano il Bricco Boschis: vigna Punta Marcello (la parte più alta della collina), vigna Colle SudOvest (la parte più bassa) e dal 30% circa della vigna San Giuseppe (la parte centrale del Bricco Boschis) con esposizioni a sud-est, sud e sud-ovest. Il vino invecchia per 3 anni in botti di rovere di Slavonia e affina per almeno 6 mesi di in bottiglia.
Colore rosso granato. Elegante, con evidenti profumi floreali, fruttati e finemente speziati. Apre con sentori di rosa e viola, quindi piccoli frutti rossi e neri, fragolina di bosco, confettura di visciole, pepe, tabacco e liquirizia. In bocca è dinamico, con in evidenza una fresca acidità e un tannino finissimo. Ma già dimostra una notevole morbidezza glicerica che lo rende quasi in equilibrio. Chiude lungo con retrolfatto ancora di liquirizia. Barolo che già dimostra tutta la sua stoffa, oltre che le grandi potenzialità dell’annata. E che andrà provato ancora nel corso degli anni.
Barolo Bricco Boschis Vigna di San Giuseppe Riserva 2010
Dalla migliore selezione della vigna San Giuseppe si ottiene un Barolo Riserva vinificato sin dal 1970. Le viti di questa vecchissima vigna esposta a sud-ovest, reimpiantata in gran parte tra il 1932 e il 1956 e divisa in nove parcelle, hanno sempre dimostrato eccellenti prerogative, grazie al particolare terroir e al favorevole microclima. Il Barolo invecchia per oltre 4 anni in botti di rovere di Slavonia e trascorre almeno altri 12 mesi in bottiglia.
Di colore granato lucente, mostra subito un naso particolarmente chiuso. Deve permanere un po’ nel calice per cominciare a sprigionare una progressione di sentori. Dapprima i fruttati, amarena e confettura di ciliegia soprattutto, quindi tostati di caffè, cuoio, pepe, toni ferrosi e di grafite, con sbuffi di liquirizia. Bocca prestante dove prevalgono nettamente le componenti dure, con un tannino monumentale che mette in risalto tutta la gioventù del campione, una sferzante acidità ed una evidente mineralità. Persistenza lunghissima con ritorni di amarena e liquirizia. Vino che va ovviamente riassaggiato e che inizierà ad esprimere tutto il suo potenziale tra non meno di cinque anni.
Barolo Vignolo Riserva 2010
Nella collina, di fronte al Bricco Boschis in direzione sud-ovest, c’è il cru Vignolo, di proprietà per il 60% della famiglia Cavallotto dal 1989. Da allora, vinificato in purezza, è diventato uno dei più apprezzati Barolo di Castiglione Falletto e non solo. Il vigneto è particolarmente ricco di marne calcaree argillose, dove la componente sabbiosa, seppur presente, è minoritaria. Anche questa riserva invecchia per oltre 4 anni in botti di rovere di Slavonia e trascorre ulteriori 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Veste granato fitto, molto tipico. All’olfatto colpisce subito per le inebrianti note floreali di violetta, quindi frutta rossa in confetture e spezie dolci di noce moscata, chiodi di garofano ma anche pepe. Emergono ora toni più scuri, cioccolatosi, quindi liquirizia e sottobosco. Naso ampio, con una lunga la chiusura di eucalipto. In bocca è inconfondibile la matrice tannica che mette in risalto quanto sia ancora giovane questo grande vino, già piacevolissimo e dalla lunga persistenza balsamica. Barolo molto elegante che, come gli altri due, va sicuramente degustato ancora molte volte nel corso del tempo.
Avrei ancora poco da aggiungere. Vorrei tuttavia esprimere tutta la mia gratitudine, confessando che non smetterei mai di degustare i Barolo della Tenuta Cavallotto. Vini maestosi, che raggiungono la perfezione stilistica, oltre ad essere particolarmente longevi. E che permettono di continuare ancora una storia, tra le più belle del Barolo, permeata di tradizione, sobrietà e competenza.
