Le presenze più numerose provenivano da USA, Germania, Gran Bretagna, Cina e Canada. Il percorso verso l’internazionalizzazione di Vinitaly, confermato anche da questi dati, segue una precisa pianificazione che ha permesso la scelta di buyer esteri, potenziando contestualmente la presenza di Vinitaly nei principali mercati del vino italiano nel mondo.

Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il cui mandato termina nel 2025, ha esposto i principali obiettivi che erano stati prefissati e che sono stati raggiunti “Questa edizione della manifestazione contribuisce ad accendere ancor di più i riflettori sul vino italiano, che ha il suo brand fieristico in Vinitaly. Seguendo la logica della promozione globale. abbiamo terminato un tour mondiale in 18 città di 15 differenti nazioni durato oltre sei mesi, per selezionare, in modo ponderato, i principali buyer da invitare a Vinitaly”.

Gli stand dei padiglioni che occupano i 10 ettari del quartiere fieristico, sono stati del tutto occupati da oltre 4.000 espositori, confermando come Vinitaly sia un fondamentale fattore di stimolo dei progetti delle imprese nel promuovere il prodotto- vino tanto in Italia quanto sui mercati esteri. A rafforzare la tesi, Maurizio Danese, Amministratore Delegato di Veronafiere: “siamo fortemente convinti di poter fare molto a beneficio del settore vitivinicolo di cui ci sentiamo parte integrante. In un contesto globale difficile come quello odierno sentiamo di dover rispondere alle esigenze degli investitori nella fiera.

 La parola chiave “business”, deve legarsi necessariamente alla “‘consapevolezza” di un capitale strategico per l’economia italiana ed europea”. Dal bilancio e dalle dichiarazioni di un successo, all’appuntamento a Vinitaly 2025, sempre a Verona dal 6 al 9 Aprile.