Un territorio fortemente vocato  per i 3500 ettari di vigneto con altezze variabili  dai 100 ai 250 mt e sesti di impianto che vanno dal classico tendone abruzzese al cordone speronato.
Oltre al Montepulciano e Trebbiano trovano posto tra i filari dei soci conferitori il riscoperto Pecorino, la Cococciola, la Passerina e oltre a questi vitigni autoctoni, lo Chardonnay.
Realtà di cooperative con soci conferitori nell’Italia del vino c’è ne sono molte ma sono soprattutto al nord e tranne le grandi cooperative romagnole, sono piccole e dettate dalla parcellizzazione dei vigneti che rende antieconomico produrre in proprio.

Cantina Tollo in questi 50 anni di vita ha saputo coniugare quantità a qualità guidata dall’ottimo Enologo Brighigna  e facendosi portabandiera dei vini abruzzesi in Italia e nel Mondo.
I soci sono seguiti passo dopo passo, in tutte la fasi, che partono dalle potature verdi fino al conferimento delle uve. La conduzione del vigneto in modo tradizionale e caratterizzato da minimi interventi per avere uve sane e mature da portare in cantina dove la tecnologia è spinta al massimo ma sempre nel rispetto del frutto e del prodotto che si vuol ottenere. I risultati sono evidenti e i riconoscimenti anche a livello mondiale sono una costante degli ultimi anni in cui il rapporto tra la qualità dei vini proposti e il loro prezzo è veramente ottimo. Pensate che il vino di punta, il Montepulciano d’Abruzzo Cagiolo, abbonato ai 5 grappoli guida AIS e ai tre bicchieri del Gambero Rosso è venduto in azienda a 12/13 euro e vi assicuro che può tranquillamente competere con i più blasonati Barolo e brunello.

Ma il vino che più mi porto nel cuore per la sua straordinaria tipicità e il Montepulciano d’Abruzzo Aldiano Riserva, Medaglia d’oro a maggio al Concours Mondial di Bruxelles e vincitore alla Selections Mondiales des vins in Canada ,il più grande concorso di vini in Nord America svoltosi nella città di Quebec. Un vero Montepulciano dai netti sentori di more, tostatura e spezie e dopo un anno in barrique si può portare sulle nostre tavole ad un prezzo intorno ai 7/8 euro.
Cosa volete di più?